Zero Cento

Inizio settimana frizzantino per la Berna, insignita dell’onorevole carica di accompagnatore. A braccetto della sua socia in affari (non si sa bene quali) Scaramuzza, si vola in Piazza Duca d’Aosta all’interno delle storiche mura della Trattoria de Toni, per ‘nientepopodimeno’ una degustazione di distillati e liquori condotta dai ragazzi di Zero Cento Distribuzione e Liquorificio Italia.

INFO:

Liquorificio Italia viene fondato il 21 maggio del 1996. Un’azienda famigliare creata e guidata da Franco Treglia, già forte di un’esperienza ventennale come tecnico enologo nel mondo dei liquori e distillati. Mettiamo da sempre al centro della nostra filosofia aziendale i nostri Partner e i loro prodotti, con l’obiettivo di creare legami di collaborazione solidi e duraturi, garantendo qualità ed eccellenza.

I ragazzi di cui sopra si occupano sostanzialmente di produrre bevande spiritose per conto terzi, ponendosi come obiettivo l’eccellenza. Ecco. Fra le numerose collaborazioni di cui si fanno giustamente vanto mi sento di annoverare in buon Roberto Marton, in arte Roby Marton, produttore del trevigiano che ha sicuramente segnato una buona parte della mia carriera da miscelatrice. Di lui ricordo vividamente i primi anni di produzione, la comparsata al banco premium del Cohiba (Sistiana ndr.) e il Tonka, un alcolico aromatizzato alla fava di tonka che a me ha sempre riportato assieme a Willy Wonka nella fabbrica di cioccolato. #nostalgia

Presentazioni fatte possiamo anche spendere due parole sulla scelta della location, che ‘udite udite’ casuale non è. E’ cosa nota, difatti, che i ragazzi, di Toni questa volta, siano ideatori e distributori di due alcolici particolarmente cari alla laguna gradese: il Gintonego e l’Amaro Mare. Coincidenze? Non credo!

Pic rubato dall’internet.

Bando alle ciance. Collocherò subitamente un’amabile tabellina riassuntiva, realizzata sfruttando la dispensa che ci è stata fornita durante le ore di formazione, di cui allegherò anche una diapositiva goliardica per smorzare tutta questa serietà accademica. Infine, partorirò una delle mie collaudatissime classifiche da insommelier per eleggere i vincitori indiscussi della giornata.

La tab. dei miei prefe.

1. GINTERIOR: mamma che poesia. Sono anni che quando sento parlare di questo alcolico m’illumino d’immenso. In primis l’ardire, in un mondo di London Dry Gin, di rispolverare un Old Tom è già di per se commovente. In seconda battuta la scelta delle materie squisitamente territoriali e identitarie mi fa venire la pelle d’oca. Ode alle pesche del fiumicellese e al miele di Marasca. E per finire il risultato, per niente scontato nonostante la ricercatezza e la cura impiegati nella realizzazione del prodotto, si presenta come un nettare divino che in prima battuta vorresti usare come dopo barba e che, appena bagnate le labbra, vorresti spararti in corpo h24 con una flebo. Sublime!

2. MAI MASSA: che dire. Il nome già è un programma. Trasuda territorio e cazzimma in molteplici aspetti. Non si accontentano i ragazzi, non badano a fronzoli, non cincischiano! Loro distillano. Punto. L’ho immediatamente definito pulito. E’ un gin schietto, diretto. Senza supercazzole. Uau.

3. RABITT: dal cilindro, questa volta, il buon Roby Marton ha estratto un coniglio poco ordinario. Un rabbit poco rabbit ma molto bitter. Infuso con il radicchio rosso trevigiano (che meraviglia!). Fratello meno zuccherato del Campari. Vegano. Senza coloranti. Mancano solo i due leocorni. Lovable!

Plausi vanno anche a Timoncello, liquore a base di timo e limoni del lago di Como che ho barbaramente definito ‘Ricola’ ma che in verità mi ha colpito e a Doctor 00, amaro senz’alcol che al 35esimo assaggio (non di certo analcolico) ho ingiustamente definito immondo (vedi diapositiva di cui sopra).

Detto ciò: w l’alcol etilico!

Baci stellari.

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